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Comitato Vittime da VOLO

c/o Sonia Lupezza
Via 25 Aprile 66
25016 Ghedi (BS)
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ALA RIGIDA, CHE PASSIONE!!!
Deltaplano Ciao sono Onorio Marsella, volo con l’ala rigida dal 1998, quando me ne innamorai a prima vista vedendola in una foto di una rivista americana; strappai la pagina e mi recai da una mia amica per farmi tradurre le informazioni in essa contenute.

     


Da subito pensai che sarebbe stato il futuro del volo libero (parliamo allora, dell’EXXTACY). Il bello doveva ancora arrivare, visto che il buon Felix (ingegnere progettista tedesco) aveva in mente il progetto dell’ATOS. Il passaggio dall’EXXTACY all’ATOS fu una vera rivelazione nell’ambito del mio modo di volare.
La differenza di prestazioni fu così evidente che in Val Comino (località di volo) ci fu una vera “epidemia” nell’acquisto di ali rigide.
La cosa sorprendente era che molto spesso nelle termiche vi erano a salire almeno dalle 8 alle 15 ali rigide, vale a dire in termini economici, salivano in termica tra i 70.000, 00 e i 150.000,00 €. Arrivammo nel giro di due anni ad avere circa 20 piloti di ala rigida, di cui 6-8 frequentatori di gare nazionali e alcuni anche internazionali, che sono riusciti a portare il tricolore sul podio (Martella, Marsella, Melisurgo).
Basta con i ricordi, passiamo pure al presente. C’è da dire che non tutti gli appassionati di delta apprezzino il tipo di volo che si può fare in rigida. Parlo comunque dalla mia esperienza, che negli ultimi sei anni mi ha permesso di accumulare più di mille ore di volo con l’ala rigida.
Inutile stare a dire cosa succede nelle competizioni, perché a non tutti piace farle. Vorrei invece trasmettere agli appassionati come cambiano i parametri di valutazione della meteo e delle prestazioni nel volo.
Ricordo che non essendone appassionato per anni mi sono dedicato ai voli di distanza libera e ancora riaffiora lo sconforto di quando nei traversoni ero lì a cercare di ottimizzare il tasso di caduta ancor prima di riagganciare la termica sul costone successivo (chi fa queste cose lo sa!) che era sempre molto lontano da raggiungere.
Adesso quando inizio un volo di distanza libera perso solo a quanti km voglio percorrere, se solo andata o andata e ritorno.
Beh! Un bel dire sulle notevoli prestazioni che l’ATOS offre in volo sia a livello di sforzo fisico che psicologico regalando anche in condizioni particolarmente forti o deboli che siano una soddisfazione da non poter trasmetterla se non la provi.
Quest’anno, ancora più che nel 2002 agli europei, in Austria è stato un vero piacere volare insieme a tutti i partecipanti del mondiale, percorrendo nelle manches in media tra i 150 e i 215 km con quote che arrivavano a sfiorare i 4.500 metri di quota (4.300 personali).
A questo punto voglio condividere con tutti voi il volo più bello di distanza (andata e ritorno) di quest’estate.
Domenica 22 agosto 2004: “Gran bella giornata di volo” Al decollo di San Donato Val di Comino, mentre preparavo l’ala, ebbi il piacere di scambiare due chiacchiere con un vecchio deltaplanista di Pescara, al quale dedicai alcune ore del mio volo, in quanto lui non gode di ottima salute e quindi non può farlo. Lo vidi molto emozionato, quando gli comunicai le mie intenzioni.
Poco dopo il decollo, avvenuto alle 13,00 circa, capii subito che la giornata sarebbe stata particolarmente adatta per quel tipo di volo. Salito a circa 2000 metri di quota, mi spostai verso sud-est dove la catena delle montagne raggiunge la massima altezza di circa 2.200 metri (Monte Meta), dove la termica che si sviluppa sopra i campi da sci di Prati di Mezzo, mi portò a base cumulo (2.900 m).
Seguendo le basi, che nella valle di Isernia proseguivano verso est, mi diressi in quella direzione. Raggiunta la città di Isernia, dove parcheggiai un po’ sulle cime della località Mirando per valutare meglio il percorso che balenò nella mente, cioè raggiungere il Tavoliere delle Puglie, meta ambita da tempo, perché a Foggia risiede Martella Gaetano, al quale avrei strappato un sicuro recupero.
Spostandomi in seguito nella direzione di Campobasso, all’altezza di Frosolone, la direzione del vento cambiava con la quota, cioè 1500-1800 sud-ovest e oltre era da est abbastanza sostenuto.
Avevo bisogno di fare la massima quota, cioè 2600-2800 m per poter proseguire il mio viaggio.
Con il vento frontale potevo andare verso nord est, cioè terminare il mio volo a Temoli, oppure puntare verso le montagne del Matese a sud est, cosa che feci.
Lì il vento era più favorevole, cioè da sud ovest, facilitandomi la risalita in termica sui costoni. Così rinunciare al Tavoliere con la promessa che in seguito ci sarei arrivato non da solo.
I versante sud del Matese offriva termiche molto generose, in particolare sul lago di Gallo (+10).
Mi spostai quindi sulla cittadina di Alife (direzione sud) per vedere meglio l’evoluzione della meteo della catena del Matese. Vedendo che stava peggiorando, in quanto le basi si abbassavano sulle cime minacciando pioggia, decisi di tornare indietro non passando sulle cime, bensì in pianura fruttando al massimo le prestazioni dell’ala.
Da Alife a Viticuso (distanza 30 km circa), feci tutta una tirata con il vento che mi spingeva raggiungendo molto spesso i 120-130 km/h al suolo.
Rientrato in Valcomino, proseguendo sempre in pianura, raggiunsi la periferia di Sora ripiegando sul costone di Pescosolido, giungendo di nuovo in Valcomino.
Così per sgranchirmi un po’ continuai a volare per un paio d’ore circa atterrando poco dopo le 19,00. Nonostante la felicità che provavo, avrei preferito condividerlo con altri appassionati di volo di distanza.

TOTALE DELLA GIORNATA DI VOLO:
In linea spezzata, km percorsi 200;
Triangolo, 150 km.
Non male per una dedica ad un amico del volo!
In seguito, controllando sulla carta geografica del sud Italia, mi sono accorto di aver toccato i confini le regioni Lazio, Abruzzo, Molise, Campania.
TOTALE ORE DI VOLO: 6 (di totale goduria)

Grazie alla mia esperienza, all’ATOS, a Felix e all’amico di Pescara.

Onorio Marsella
Postato il Thursday, 16 December @ 07:07:52 CET
 
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